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venerdì 27 ottobre 2017

Ironia, irriverenza e romanticismo: l’arte del maestro Gaetano Cappelli



Articolo pubblicato su Il Mattino di Foggia


Gaetano Cappelli, scrittore lucano di fama nazionale, spiega come e quanto il romanzo influenzi ancora le nostre vite e qualche anteprima su prossimi progetti. Con l’ultima opera definita ‘mozartiana’, dalle sfumature un po’ amare e dissacranti, intitolata “Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo”, Cappelli regala un’altra volta momenti di leggerezza, ironia e coinvolgimento, da gustarsi come un ottimo Aglianico.

Per descrivere Gaetano Cappelli basterebbero i suoi romanzi. Tuttavia, non è mai sufficiente fermarsi alle opere per descrivere l’autore. Lo abbiamo intervistato per approfondire la sua sensibilità e i percorsi che lo hanno decretato come uno dei romanzieri contemporanei più brillanti, capaci di risucchiare il lettore in un vortice di vicende, personaggi e paesaggi. 
Cappelli ha alle spalle ben diciassette romanzi che, dal 1988 ad oggi, hanno accompagnato i nostri momenti di relax e piacere con uno stile fresco, dinamico ed un linguaggio avvolgente e originale. Nonostante la società sia cambiata molto rispetto a trent'anni fa, è curioso come lo scrittore sia cresciuto nel tempo, incontrando talvolta ostacoli e richieste di un pubblico sempre più esigente e differente. Le vite frenetiche e piene, fortunatamente, non hanno mai fermato la lettura. Oggi, la pesantezza fisica dei libri è sostituita da leggerissimi e impercettibili megabyte da scaricare su un qualsiasi computer, tablet o smartphone. Al massimo, appesantiscono memorie digitali ma non più scaffali o borse. Il mondo è cambiato ma la passione per la lettura non si ferma. E nemmeno scrivere romanzi. 

gaetano_cappelli_libri
Gaetano Cappelli

É curioso capire, relativamente al pubblico lettore di oggi, quanto un genere letterario così classico sia ancora in voga, ovvero quanto bisogno ci sia per l’ormai ‘lettore-utente’, di immergersi in altre vite, visto che internet ha dato ampio spazio per potersi creare altre identità e inventarsi altre vite, oltre quella reale. 
A tal proposito, Cappelli risponde: 
Il bisogno di storie penso sia innato. Fa parte di uno di quei bisogni primari dell’uomo, senza retorica. Dalla preistoria, il narratore era il signore sempre presente nelle tribù dell’epoca. Era uno che raccontava. Era quello che Stevenson chiama “tusitala”, ovvero colui che racconta le storie. Le storie possono essere veicolate attraverso varie forme. Oggi una delle  forme più à la page, è quella delle serie tv. Però, penso che il romanzo avrà una vita lunga quanto la vita dell’umanità. Non so esattamente l'umanità quanta vita potrà avere e quale o quanto destino  avremo come umani ma la storia si accompagnerà per sempre alla lettura di storie. La lettura è un medium molto diverso dagli altri, poiché ci mette in contatto con la parte più intima e profonda di noi stessi.
Questo fenomeno penso sia assolutamente inestirpabile.

Detto ciò, occorre affrontare un argomento fondamentale per uno scrittore, ovvero l’ispirazione. Gabriel Garcia Marquez diceva che “L’ispirazione non dà preavvisi”. E’ qualcosa che arriva all’improvviso, da uno stimolo, un pensiero, qualsiasi cosa in quel momento colpisca la nostra attenzione. 

In una società come la nostra, siamo costantemente stimolati da qualcosa, soprattutto nelle grandi città. Accade, tuttavia, che nella quiete di un posto non molto conosciuto come Minervino Murge, in Puglia, qualcosa accenda la miccia per poter scrivere un romanzo e dare inizio alle danze fantasiose che comporranno un’opera. Cappelli illumina la mia riflessione con precisazioni riguardo all’Ispirazione e alla creatività.
Diciamo che la fantasia fa parte del bagaglio di ogni scrittore, o meglio, è un attrezzo di lavoro dello scrittore.  Dice Cappelli. 
Alla domanda da cosa  io venga ispirato, potrei dare tante risposte… Nel caso dell’ultimo libro, è corretto dire che sono stato ispirato da una commissione di lavoro. Un paio di anni fa i proprietari della tenuta Bocca di Lupo, a Minervino Murge, mi chiesero un racconto che avrebbero voluto regalare ai loro clienti e così lì mi recai. Il loro vino già lo conoscevo, ovvero l’Aglianico. Tant’è vero che compare già  nel mio romanzo ‘Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo”’ (Marsilio, 2010). Mi è stato chiesto questo racconto. In effetti ho faticato a capire cosa dovevo raccontare, ma grazie a internet ho potuto con immediatezza fare ricerche per avere la giusta ispirazione. La storia di Eusapia Palladino l’ho proprio trovata su internet e da lì ho approfondito, sino a scrivere questo romanzo. Grazie a internet tutto è immediato. Una volta era più difficile fare ricerche fisiche con i libri. Lei è stata il motore del racconto ed ho scelto come ambientazione il luogo poco conosciuto di Minervino, inserendovi il personaggio di Guido Galliano, già presente nei miei romanzi. Una mia caratteristica è quella di far comparire nel titolo quello che si racconta nel romanzo. Diciamo che anticipo quello di cui parlo, svelando al lettore le tematiche o i personaggi principali.

Ciò che più colpisce nei romanzi dello scrittore è l’uso e la padronanza  della lingua italiana e del dialetto. L’operazione preziosa di Cappelli è quella di unire saggiamente i colori di un dialetto spesso inventato, al più abbacinante splendore di un linguaggio romantico e ricercato. C’è un segreto per saper collocare così bene un suono e l'autore ci svela qualcosa al merito, rispondendo: Spesso uso dialetti inventati. Nel caso dell’ultimo romanzo, invece no. Uno è il cerignolano, che ho studiato, mentre l’altro è mezzo inventato. Mi piace variare la lingua e inventarla. Mi piace ci siano sonorità arcaiche mischiate con linguaggio moderno. Una sorta di dialetto contemporaneo. Nella lingua che noi parliamo, spesso ci sono delle affettazioni linguistiche, nel senso che ci innamoriamo di dialettiche che non per forza appartengono alla nostra cultura. La lingua essendo un organismo in evoluzione, si arricchisce di caratteristiche diverse. 

La lingua italiana è ricca, ci si può giocare ed è naturale che accada questa operazione linguistica.”
Cappelli è uno studioso di Romanticismo Tedesco, oltre che del suono e del linguaggio. La sensibilità romantica per ciò che lo circonda, lascia traccia della sua passione anche in questo romanzo più ironico e irriverente. Questa componente Cappelli la definisce “vedutista”.
Mi sono auto definito un vedutista, dunque è corretto quello che dici ed è collegato in qualche modo al Romanticismo, dato che ne sono anche studioso e appassionato. Nel mio romanzo “Parenti Lontani”(Marsilio, 2011), il vedutismo è portato all'ennesima potenza.  Il punto di vista sul mondo quindi è molto vicino al romanticismo di cui parlavi tu. In questo periodo ho iniziato a scrivere qualcosa collegato alla tradizione classica delle commedie. Attraverso le mie storie, racconto un po’ la realtà che viviamo, mettendo un pizzico di sogno. Se i giornalisti scrivono la realtà pura, lo scrittore deve condurci in una strada ideale, attraverso un’ altra realtà. Il Romantico vero e proprio è quello che noi normalmente definiamo un sognatore. Alla parola romantico in qualche modo è abbinato un significato non proprio positivo. Diciamo che il carattere odierno del sognatore è qualcosa che si avvicina al tipo psicologico dell’umanità. Senza il romantico o il sognatore, probabilmente anche le scoperte scientifiche non ci sarebbero state. Se tu non hai la spinta romantica, la passione e il sogno di andare oltre il quotidiano, certe scoperte non si sarebbero mai fatte

Un tema ricorrente nei romanzi di Cappelli è quello della rivalsa, dello stravolgimento di carriere, del mondo dell’Arte, di donne e magia. Fa pensare ci sia una sorta di filo conduttore nel tempo e tra le varie vicende e personaggi. Su questa riflessione, risponde:
No, non c’è esattamente un filo conduttore. Io mi diverto a creare delle situazioni in cui di volta in volta faccio entrare gli elementi che mi servono per quella storia. Diciamo che le cose che io penso facciano girare questa palla di mondo, sono quelle che io racconto : l’ambizione, l’amore, il sesso, il danaro, l’arte. La magia è come un residuo del mondo arcaico che, però, tutti noi ci portiamo dietro. Tutte quelle monomanie che si hanno, quelle piccoli o grandi superstizioni, sono ‘magia’. La magia di cui parlo è più inquietante, è quella di cui parla Freud. E’ normale che queste sono tutte cose ci arrivano da lontanissimo ma che ci sovrastano nei momenti di crisi. Insomma, se vediamo dei numeri uno si inizia a preoccupare… quella è la magia.

Quando parliamo di magia, superstizioni e soprannaturale non possiamo fare a meno di nominare una dei protagonisti principali dell’ultimo romanzo: la medium Eusapia Palladino. La veggente  avrà ruolo fondamentale nel “dettare” il romanzo di Galliano e della prorompente Finizia, sua compagna di scrittura. Poiché il racconto parla (anche) di scrittori, sorge la domanda spontanea di chiedere a Cappelli se anche lui nella stesura di un romanzo, fosse mai stato da qualche “spirito”... 
Beh quando bevevo, in quanto a spirito, ero molto spiritato! Al di là delle battute… L’ispirazione non è una cosa banale. L’ispirazione è una sorta di voce guida. Se uno dà un occhiata ai taccuini su cui uno appunta la prima idea di romanzo, quella è l’ispirazione. Il talento è un dono , senza scomodare nessuna entità celeste. Sicuramente c’è una ispirazione che trascende il momento individuale. É come se tu sentissi una o più voci che ti fanno andare avanti; come se tu sentissi una brezza che all’inizio può darti fastidio ma ti attrae. Alla fine ci entri dentro e quando ci sei, ti senti come trasportato da questo flusso. E’ una sensazione un po’ onirica.

Volente o nolente, abbiamo anticipato già molto del suo ultimo romanzo “Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo” (Marsilio, 2016). Poiché l’attività dello scrittore è in continuo movimento, chiedo a Cappelli se ha in serbo qualche sorpresa per noi e se ci può svelare qualcosa in anteprima…
Adesso sto lavorando a un libro che si intitola “ Le intermittenze del Cool” , mi risponde l'autore “ovvero le oscillazioni del gusto  e la loro ricaduta nella nostra vita reale. Racconto di cose che una volta ci infastidivano o che allontanavamo inorriditi ma che oggi, invece, vengono rivalutate. Sono diventate “cool”. Tutto questo lo scrivo attraverso piccoli saggi e racconti. 
Ho rubato la locuzione “ Le intermittenze del cuore “ a Proust. Ho sostituito “cuore” a “cool” giocando sulla parola (si pronuncia Cul… chi vuol intendere, bene intenda). Questo è un libro in cui raccoglierò i pezzi che reputo più divertenti e intelligenti su questo argomento, scritti di anno in anno sul Corriere della Sera, su Panorama, il Messaggero e il Mattino e sui vari magazine che hanno ospitato i miei racconti. Anche su Facebook. Ci sono pezzi scritti solo su Facebook. Diciamo che questo è quello che comporrà il prossimo libro.

La piacevole e divertente chiacchierata con Gaetano, termina con tre domande cruciali che riprendono l’argomento principale: conoscere meglio l’autore. Mi sovviene porre quesiti semplici ma importanti, per capire appieno il carattere e l’intimità profonda di un autore che veste di cultura e avanguardia se stesso e, di riflesso, i suoi lettori.

Se fossi un romanzo, quale ti piacerebbe essere? E se fossi un film e un genere musicale?
Se fossi un romanzo mi piacerebbe essere un romanzo divertente. Mi piacerebbe essere la versione di Barney di  Mordecai Richler. Se fossi un film sicuramente Barry Lindon, di Stanley Kubrick, ma solo per il fatto che è il mio film preferito. Se fossi un genere musicale preferirei essere una musica di quelle di Harold Budd (ricordiamo che ha collaborato con il compositore Brian Eno, su cui Cappelli ha scritto "Brian Eno, il suo doppio, le musiche possibili” nel 1982) . Anche se, ammetto, questi miei romanzi sono lontani dalla musica che mi sento di essere.


Con queste tre ultime risposte Cappelli, ancora una volta, non risulta mai banale. Il colpo di scena sta proprio nel non essere sempre ciò che si scrive. La capacità di un autore di talento è quella di saper spaziare, oltre se stesso. Il mondo è una scatola aperta da cui gli autori hanno sempre attinto per ottenere la massima conoscenza e donarla. Tanto di cappello a Cappelli (mi si conceda il gioco di parole) che non smette mai di stupirci e non riesce proprio ad annoiarci. La sua carriera e il suo carisma sono come l’Aglianico: maturando, migliorano.

giovedì 26 ottobre 2017

Rodolfo Valentino, il poeta inesplorato



Il divo di Castellaneta nella inedita versione di poeta



rodolfo_valentino_poesieOcchi magnetici, corpo snello e agile, quella bocca e quel sorriso malizioso, così incantevoli e sensuali, furono la vera chiave del successo di Rodolfo Guglielmi, in arte Rodolfo Valentino. Ed è triste, molto triste, fosse riconosciuto solo per quello il bel divo italiano, nato a Castellaneta e poi approdato a far fortuna in America, nel mondo del cinema di inizio secolo.
Ma era solo bello, Rodolfo? 
Rudy, diceva: “ Le donne non sono innamorate di me, bensì dell’immagine che hanno di me. Sono solo la tela su cui dipingono i loro sogni”. In effetti, aveva ragione. 
Il cinema fu davvero precursore di ciò che oggi riscontriamo nella virtualità: divenuti tutti divi da social, ci infatuiamo facilmente dell’immagine che vediamo, ma non ne percepiamo i veri pregi, difetti, odori, debolezze, fragilità. Non percepiamo ciò che c’è dietro lo schermo-tela. E così il cinema ha funzionato per l’estetica e la sua gestualità. Ha funzionato per Rodolfo che, partito dall’Italia in condizioni modeste, finì a fare il ballerino e poi l’attore. Dapprima interpretando  “mascalzoni latini” e successivamente ottenendo parti più significative, che lo fecero conoscere a livello mondiale. 
Per far parte del mondo dello spettacolo occorre essere belli e lui fu talmente bello e affascinante, da far sì che il suo nome diventasse sinonimo di sex symbol. Non aveva doti attoriali eccelse, ma aveva un insieme di caratteristiche che per il cinema funzionavano, ed erano assolutamente intriganti. Bucava lo schermo, riempiendo completamente la vista e i sensi di donne e uomini. Se la divina attrice Marlene Dietrich, esplose anche come icona femminile per ambo i sessi, Valentino ne fu precursore e come Marylin Monroe, fu riconosciuto prettamente per il sex appeal. Tuttavia oggi, forse per una necessità di revisionismo su certi personaggi, possiamo ribaltare alcuni stereotipi. 
Essere “bello” si paga a caro prezzo e ben presto Rodolfo divenne famoso per questa sorta di epiteto, che caro gli costò e coprì anche le sue doti più sensibili, quelle poetiche, calpestate dal successo e nate dal dolore, dalla nostalgia, dalla passione e dalle delusioni. Infatti, non tutti sanno che il noto attore era anche un poeta e le sue opere sono raccolte nel libro “Sogni ad occhi aperti” (Newton Compton, 2006), che ha permesso di ridimensionare il bello, lasciando più spazio al mistero delle sue percezioni interiori. Sebbene non abbiano grande rilievo letterario, le poesie di Rodolfo Valentino sono impregnate di romanticismo, un tocco di filosofia ed esoterismo. Ed è egli stesso ad ammettere che non è “né poeta, né amante del sapere”, preferendosi abbandonare alla natura e ai sogni, che placavano il suo male e la sua infelicità. Le sue poesie creavano un ponte Ideale tra l’Italia e l’America, ove poteva transitare facilmente con l’immaginazione, come e quando voleva, da un continente all’altro. 
 Essere divo si paga a caro prezzo, soprattutto quando invidie, scandali e critiche negative alle proprie espressioni artistiche, riducono la figura della sola estetica alla modesta condizione da cui si era partiti. Se per alcuni non aveva particolari doti attoriali, ricordiamo tuttavia che fu capace di unire la letteratura al cinema, interpretando e producendo opere tratte da Balzac e Dumas figlio. 
Valentino conosceva bene la letteratura - nonostante non si definisse ‘detentore del sapere’ - si intuisce conoscesse una serie di simboli e atteggiamenti letterari, che lo  hanno classificato come “poeta”. La presenza di alcuni elementi nelle sue poesie, come l’arazzo, legato alla simbologia esoterica ed essoterica, cioè ciò che non si conosce e ciò che si conosce; l’aver inserito l’elemento del Tempo, tradotto così in Italiano che, però, nella versione inglese originale è “Old father Time”. Tale locuzione è ampiamente citata in campo artistico, intesa come una figura antropomorfa di un uomo alato con falce e clessidra, identificato altresì come Saturno, strettamente collegato all’occultismo, alla morte e al male. Da qui si intuisce ci sia un filo che collega tutti gli altri simboli inseriti nelle poesie: la rosa, il calice, agli déi, il colore rubino che possiamo associare alla pietra filosofale, sino all’Amore che -come in tutta la letteratura illuminata- non è solo il rapporto con la persona amata, ma assume una sorta di cammino iniziatico. Senza approfondire troppo questo argomento complesso e tortuoso, tutte le poesie sono apparentemente ingenue, spontanee, delicate, pregne di malinconia e sentimento. 

rodolfo_valentino_hollywood
Nella poesia “Italia (a Caruso)”, Valentino ritrova il Sole della sua Italia come porto sicuro delle proprie fragilità. “Gratitudine” è dedicata a  madre natura, nella quale si legge quanto un piccolo seme piantato nel terreno sappia molto di più che tutta la conoscenza dei libri.
Ricordiamone anche i tocchi filosofici, infatti, verrà altresì toccato, en passant, il tema della completezza e ritorno all’unità originaria, rappresentato con una romantica passeggiata sulla spiaggia di due persone, con le loro “impronte di sangue”, anch’esse legato al sacrifico e dunque sempre legato al culto di quell’ ”Old Father Time”, tanto crudele ma sempre in agguato: “Ogni passo rimaneva sulla sabbia e ogni impronta sapevano che si trattava di sangue. Ognuno che voglia essere Due, non può che guardare le ombre già impresse nella Materia passata, per le prossime”, così scriveva Rudy.
L’originalità di Rodolfo si esprime nella poesia “Caleidoscopio dell’Amore”, nella quale fa corrispondere, verticalmente, ad ogni lettera dell’alfabeto, sinonimi e contrari, creando così magicamente una sorta poesia, come il caleidoscopio crea magia negli occhi di chi lo guarda. 
In “Berretto a Sonagli”, una delle poesie più significative, Valentino descrive la vita come una commedia in maschera. Poiché mi piace ricercare significati nei simboli e ne sono affascinata, il titolo riporta il poeta al suono caotico dei sonagli salentini - caotico come il rumore della vita- e al tratto distintivo degli emarginati e dei buffoni di corte, spesso esclusi dalla società borghese ed elitaria. 
Insomma, le espressioni poetiche di Rodolfo sono tante, sono piacevoli, sono piene di elementi visivi importanti, che ci trasportano con lui nei suoi “sogni ad occhi aperti”. Ma per avere una più precisa e autorevole opinione su alcune delle poesie di Rudy, abbiamo intervistato lo scrittore saggista lucano, Giuseppe Lupo:

Giuseppe Lupo, cosa ne pensa delle poesie di Rodolfo Valentino? 
Le poesie di Rodolfo Valentino sono di un autore-attore che ha letto D’Annunzio: il tema della sensualità, la fusione con la natura, l’amore, la donna, è puro dannunzianesimo. Come del resto è influenzato notevolmente da Pirandello. In Berretto a Sonagli si percepisce il tema delle maschere, della commedia, del fingere, tipica caratteristica pirandelliana.

La raccolta delle poesie si intitola “Sogni a occhi aperti”. Quanto conta il sogno nella poesia?
Tutta la letteratura non può esimersi dal sogno. Non significa che non debba rispettare la realtà, ma ha una notevole propensione verso il discorso del sogno. All’epoca, soprattutto questi autori dannunziani, cercavano elementi verso quella prospettiva onirica. Non è l’alternativa alla realtà ma è proprio una questione di moda e all’epoca il sogno andava di moda. Nel caso di Valentino è espresso in modo romantico. Suppongo che, alla presenza di questi testi, già esista il personaggio “Rodolfo Valentino”. Sognare, per Valentino, significa fingere di credere in un mondo in cui lui stesso è già immerso.

Valentino non è stato mai considerato come un grande attore ma più come un sex -symbol. Ora lo scopriamo anche poeta. Italo Calvino diceva  “La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere.” Secondo Lei, Valentino ci è riuscito a far entrare il mare nel bicchiere?
Non vorrei deludere i lettori ma Valentino non è un grande poeta. Le sue poesie sono esercizi poetici di una persona che si diletta ma “il bicchiere” che intendeva Calvino appartiene ai poeti, non a Rodolfo Valentino. Sono francamente poesie con un linguaggio semplice, un po’ monotone e  non particolarmente convincenti.

Internet ha portato un proliferare di scrittori e soprattutto poeti. Se la poesia è libertà, allora sono tutti liberi di essere chiamati “poeti “?
É il discorso del bicchiere. Non tutti sono capaci a riempire il bicchiere con il mare e con mare si intende tutto, non solo i sogni. 
Tutti sono liberi di scrivere poesie, ma c’è una bella differenza con i veri poeti. Le poesie devono avere dei requisiti poetici. Scrivere una poesia vera e  scrivere la lista della spesa, sono due cose differenti . Oggi come oggi, Internet è un proliferare di poeti e scrittori. Tutti possono scrivere ma per essere scrittori e poeti, bisogna avere determinati requisiti e rispettare determinate regole.

Secondo Giuseppe Lupo occorre più precisione e rigore per tornare a capire il significato dell’Arte, evitando di confonderla con l’improvvisazione. Infatti, Lupo è stato categorico e  illuminante su questo, anche per la spinosa questione nel Nobel a Dylan. Essere rigorosi spesso crea nemici, in questa epoca di artisti e creativi. Se si rispettano le categorie e la vera Arte, il legame e l’idillio fra noi e gli autori, tornerà ad essere quello di una volta. Non è una questione elitaria. Se continuiamo a mischiare le cose e i mestieri, non potremmo godere neanche più dei sogni e non potremmo più bramare a “diventare qualcuno” o migliorare le nostre attitudini, perché rischiamo di confonderci con tutti e confondere tutto.
Sebbene anche io sia stata presa dal “sogno ad occhi aperti” di far emergere un Rodolfo Valentino poeta, addirittura esoterico, è necessario davvero rimettere le categorie al loro posto. Come Valentino non potrà mai essere considerato come un grande poeta, anche noi non potremmo mai essere veri e propri sex-symbol, come fu lui. 

“A ciascuno il suo”: così avrebbe concluso, simpaticamente, il grande Sciascia.

Alcune poesie, sia in italiano che in inglese, di Rodolfo Valentino:

Il caleidoscopio dell'amore 
di Rodolfo Valentino

Sinonimi e contrari 
A-Adorazione-Anticipazione-Affinità-Attrito. 
B-Bellezza-Beatitudine:-Batticuore-Barriere. 
C-Carezze-Circostanze-Confidenze-Carisma. 
D-Desiderio-Delusione-Distrazione-Divorzio. 
E-Estasi-Empatia-Ego-Estremo. 
F-Fascinazione-Fantasia-Fervore-Fede. 
G-Gossip-Gratitudine-Generosità-Goodbye. 
H-Gloria-Galanteria-Gara-Grida. 
I-Intuizione-Ironia-Idolatria-Integrità. 
J-Gelosia-Gioia-Giustizia- June. 
K -Cura-Costanza-Conoscenza-Catarsi. 
L-Labbra-Lontananza-Logica-Languore. 
M-Matrimonio-Moralità-Moneta-Maschio. 
N-No-Nesso-Novità-Niente. 
O-Opposizione-Orgoglio-Offerta-Opulenza. 
P-Passione-Promessa-Pienezza-Proposta. 
Q-Qualità-Questua-Quesiti-Questioni. 
R - Romanzo-Rapimento-Realizzazione-Ricordo. 
S -Simpatia-Sacrificio-Sofferenza-Sistemazione. 
T - Teorie-Tesi-Temperamento- Timidezza. 
U-Irriverenza-Intesa-Incertezza-Infedeltà. 
V-Virtù- Volontà- Voti-Vendetta. 
W-Verità- Velleità- Vincoli- Venereo 
X-L'Ignoto-L'Amore. 
Y-Gioventù-Gusto- Yes-Gravezza. 
Z-Zenith-Zenzero-Zelo-Zero.


The Kaleidoscope oJ Love 
Synonyms and Antynoms 
A-Adoration-Anticipation-Affinity-Arguments. 
B-Beauty-Bliss-Bittemess-Bondage. 
C-Caresses-Circumstances-Confidences-Charm. 
D-Desire-Delusion-Dreams-Divorce. 
E-Ecstasy':"'Engagement-Ego-End. 
F-Fascination-Forgetfulness-Flattery-Faith. 
G-Gossip-Gratitude-Gift-Goodbye. 
H-Happiness-Honour-Heartache-Hell. 
I-Intuition-Irony-Idolatry-Integrity. 
J-Jealousy-Joy-Justice-June. 
K -Kisses-Keepsakes-Knowledge-Kismet. 
L-Lips-Loneliness-Logic-Longing. 
M-Marriage-Morality-Money-Man. 
N-No-Nearest-Novelty-Never. 
O-Opposition-Own-Offering-Opulence. 
P-Passion-Promise-Pride-Proposal. 
Q-Quality-Quest-Queries-Quarrels. 
R-Romance-Reveries-Realization-Remembrance. 
S-Sympathy-Sacrifice-Shame-Settlement. 
T - Thoughts- Truth- Temper- Tears. 
U-Unkindess-Understanding-Uncertainty 
- Unfaithfulness. 
V - Virtue- Vanity- Vows- Vengeance. 
W - Wisdom-Wishes-Wedlock-Woman. 
X- The Unknown-Love. 
Y - Youth- Yeaming- Yes- Yawn. 
Z-Zenith-Zest-Zeal-Zero.



Il saggio


O Fierezza che risplendi
Nello sguardo dei ragazzi,
Continua a credere nel bene,
Nel valore e nella verità.
Perché molto presto,
Troppo presto 
La luce più fiera incontra il dubbio,
E vacilla, trema, solo un po',
Ma non si spegne.

O Tristezza che affiori
Dagli occhi degli anziani,
Continua a credere nel bene,
Sii saggia  -con i giovani.
Perché molto presto,
Troppo presto,
La luce più triste nel dubbio,
Vacilla, trema, vacilla
E infine si spegne.
.
The Sage

O Gladness shining bravely
From out the eyes of youth,
Be strong in your belief of good,
Of valorand of truth.
For soon enough,
Too soon enough -
The gladdest light meets doubt,
Then flickers, flutters, just a bit,
But,dpesn't quite go out.

O Sadness peering divinely
From out yhe eyes of age,
Be strong in your belief of good.
To youth -stilI be the sage.
For soon enough,
Too soon enough,
The saddest light in doubt,
Flickers, flutters, flickers,
And finally goes out.



Berretto a sonagli

Sono molti i travestimenti nella commedia della Vita:
C'è un uomo vestito da ricco,
Che indossa oro a milioni,
Ma è povero, mi dicono,
Non ha un soldo di salute.

Poi c'è il mendicante, vestito di stracci,
Con la maschera della Miseria.
E assai convincente,
Ma è ricco nel cuore,
Più ricco dell'oro di Creso.


I costumi sono travestimenti diversi
Che celano l'uomo al di sotto
Si indossano maschere per abitudine,
Prestate dai libri
E complce una corona d'alloro.

Un altro si finge pagliaccio,
Col trucco da vero Buffone,
Ma la sua conoscenza
È ben superiore
A quella di un fine dottore.

E altri mille ne trovi nel Varietà della. Vita
Che praticano l'arte del mimo.
Ridono e scherzano
Col senno dell' oggi
Ma non riusciranno a ingannare il Tempo.

Cap and Bells

In Life's masquerade the disguises afe many:
Here's a man masquerading as Wealth,
Wears a million of gold,
But a pauper, l'm told,
He hasn't a penny of health.

Here comes a Beggar, in tatters and rags,
Masking Poverty old.
He may lookthe part,
But the weaIth ìn bis heart,
Makes him richer than Croesus in gold.

The costumes afe varied disguises beguiling
That cover the true man beneath
One wears learned looks,
That he's borrowed from books
And a co-operative laureI wreath.

And stilI another pretending a clown,
.In make-up the silliest Fool,
But bis knowledge ofmen,
Is beyond the ken
Of a sage of the orthodox school.

There afe millions of others in Life's Motley
Masque

Who follow' the art of mime.
They mimic and play'
At mockery today
But they never fool Old Father Time.



Italia
(a Caruso)

La terra è terra - questa è la sua stima,
Per gli uomini che la calpestano.
Ma per l'anima che tende alla sua mèta,
La terra è tutto ciò che conta.
C'è chi la chiama Casa, chi Cuore,
chi Ricchezza,
Ma colui che ama il sole
La chiama Italia.

Italy
(To Caruso)
The earth is earth - that is its worth,
To men who walk below.
But to the soul that seeks its goal,
Each land is alI they know.
One calls it Home, another Heart,
another Property,
But to the one who loves the sun
He calls it Italy.



Sospetto

Ha incrociato il sentiero
Del mio sogno di te
Una sottile reticola grigia,
Così tenue il suo riflesso,
Quasi invisibile
Pure ha ostruito
Il mio Cammino

Come freddo bastione di puro granito
Mi ha intrappolato, 
Ché un acciao cridele,
Era nel filo
Della serica tela del dubbio


Sogni ad occhi aperti
(all’amico o all’amica)

Ieri - In contemplazione
Sognavamo del futuro amore
E nel sognare
Tessemmo un’arazzo d’Amore

Oggi - Sogniamo il nostro sogno da svegli;
La realizzazione,
colora la nostra storia
Con tutta la gloria
Di una fulgida rosa.

Domani - Che risveglio ci aspetta:
Il nostro arazzo
Forse a brandelli,
O coronato – glorificato
Dalla luce dell’amore?
Io mi domando

Tu

I tuoi occhi
I tuoi occhi,
Golfi mistici
Di luce divina.
Castano dorato
Il colore
Fondi,
Ma puri, come ambra.

Liberi
Da ombre,
Insondabili,
In cui
I miei sensi
Annegano.

I tuoi occhi.

Le tue labbra

Le tue labbra,
Di seta petali gemelli
Di umida rosa.
Altare
Del cuore
Ove amore
Il suo infuocato desiderio
Celebra indisturbato.
Crogiolo
Di
Passione.
Una rosa mascherata.

Le tue labbra.

Il tuo bacio
Il tuo Bacio
Una fiamma
Del Fuoco della Passione
Il dolce sigillo
D'Amore
Nel desiderio,
Nella fragranza
Della tua Carezza;
Ahimè
A volte
Trovo
Squisita amarezza
Nel
Tuo Bacio.

Zinaida Nikolaevna Giuppius e il femminismo in via di trasformazione (o estinzione)

Girando per i tiepidi vicoli di Roma, mi decido a entrare in una di quelle piccole librerie in via di estinzione che ancora resistono. Lì, ...